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Aggiornamento - Bari, sequestrato il tesoro da 35 milioni dei fratelli Antro: ville a Porto Rotondo e case di lusso a Cortina

9 dicembre 2025 di
Aggiornamento - Bari, sequestrato il tesoro da 35 milioni dei fratelli Antro: ville a Porto Rotondo e case di lusso a Cortina
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Bari, sequestrato il tesoro da 35 milioni dei fratelli Antro: ville a Porto Rotondo e case di lusso a Cortina

Aggiornamento delle ore 19:04.

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Notizia relativa a Bari, pubblicata il 09/12/2025 13:00.

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Il decreto notificato ai Erasmo e Alviero Antro, imprenditori nel settore dell’edilizia. Il provvedimento arriva dopo quasi dieci anni di indagine

Beni per 35 milioni di euro sono stati sequestrati dalla guardia di finanza nell’ambito di una indagine che vede coinvolti due imprenditori baresi, i fratelli Erasmo e Alviero Antro, attivi nel settore dell’edilizia . Il decreto, firmato dal Tribunale di Prevenzione su richiesta del procuratore Roberto Rossi e della pm Silvia Curione, colpisce un impero fatto di immobili di pregio, aziende e rapporti finanziari. Appartamenti a Cortina d’Ampezzo, Milano e Bari, ville di lusso a Porto Rotondo e nella rinomata Rosa Marina di Ostuni : beni che, secondo gli inquirenti, non troverebbero giustificazioni nei redditi leciti dei due imprenditori. A questi si aggiungono compendi aziendali sparsi tra Sardegna, Emilia Romagna, Puglia e Roma, oltre a bar, ristoranti e conti correnti intestati a persone fisiche o a imprese a loro riconducibili o a prestanome.

Il provvedimento arriva dopo oltre un decennio di indagini. Già nel 2012 alcune società del gruppo Antro erano state sequestrate. Nei confronti dei due fratelli erano state eseguite misure cautelari. Nel 2022 il processo principale si era chiuso con la prescrizione di gran parte delle accuse, tra cui la vicenda del presunto pagamento da 20 milioni di euro da parte della Provincia di Bari per lavori mai eseguiti o eseguiti parzialmente Non era l’unico fascicolo: negli anni gli Antro sono stati coinvolti in procedimenti per truffa, falso, abusivismo edilizio, corruzione e bancarotta. Reati che la Procura definisce “lucrogenetici” e che, secondo gli investigatori, dimostrano una «spiccata propensione a commettere reati in modo non episodico ma abituale». Una ricostruzione che ha portato a definire i due fratelli « socialmente pericolosi», inquadrabili nel paradigma normativo della “pericolosità generica” «vale a dire – scrivono i finanzieri in una nota - di coloro che per la condotta e il tenore di vita deve ritenersi che vivano abitualmente, anche in parte, con i proventi di attività delittuose». Ora la Guardia di Finanza procederà all’immissione in possesso dei beni da parte dell’amministratore giudiziario nominato dal Tribunale.

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Fonte principale: CorriereBariLocal

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