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Abitazioni di lusso e locali: maxi sequestro da 35 milioni di euro per due imprenditori baresi

3 dicembre 2025 di
Abitazioni di lusso e locali: maxi sequestro da 35 milioni di euro per due imprenditori baresi
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Abitazioni di lusso e locali: maxi sequestro da 35 milioni di euro per due imprenditori baresi

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Notizia relativa a Bari, pubblicata il 03/12/2025 09:37.

I finanzieri del Comando provinciale di Bari, questa mattina, hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo di beni per un valore di circa 35 milioni di euro. Il provvedimento è stato emesso dalla Terza Sezione Penale del Tribunale di Bari, su proposta della locale Procura: secondo la tesi accusatoria formulata dagli inquirenti, i beni sarebbero riconducibili a due imprenditori edili baresi.

Il sequestro giunge a conclusione delle investigazioni economico-patrimoniali, sviluppate dal Nucleo Pef della guardia di finanza di Bari e dallo Scico, finalizzate alla ricostruzione del presunto profilo di pericolosità sociale e all’individuazione degli "asset" patrimoniali e finanziari che sarebbero riconducibili agli indagati, ai componenti dei rispettivi nuclei familiari e a 'terze persone'

Gli approfondimenti condotti dagli inquirenti, sarebbero partiti dal passato: i destinatari del sequestro di oggi sarebbero stati interessati, negli anni, da diverse vicende penali per vari reati quali truffa, falso, abusivismo edilizio, corruzione e bancarotta: le vicende giudiziarie si sono concluse, in molti casi, con sentenza di non doversi procedere per intervenuta prescrizione.

Gli investigatori delle fiamme gialle, secondo l’indirizzo fornito dalla Procura di Bari, hanno in primo luogo ricostruito la personalità dei indagati. Secondo la tesi formulata dall'accusa, le acquisizioni immobiliari e societarie potrebbero costituire il frutto di attività illecite o del reimpiego delle risorse indebitamente accumulate. Con queste motivazioni, gli inquirenti hanno applicato la qualifica di “socialmente pericolosi”.

All’esito dell’indagine economico-patrimoniale, secondo l’impostazione accolta dal Tribunale di Bari, fatta salva la valutazione nelle fasi successive con il contributo della difesa, gli inquirenti avrebbero teorizzato che la capacità reddituale lecita degli indagati e dei loro familiari non fosse tale da giustificare, complessivamente, l’accrescimento patrimoniale, concretizzatosi nella disponibilità di numerosi immobili. Tra quelli di particolare pregio si annoverano, tra l’altro, appartamenti a Cortina d’Ampezzo, Milano, Bari e due ville, rispettivamente, a Porto Rotondo e Rosa Marina. Il provvedimento di sequestro interesserà, inoltre, numerosi compendi aziendali, ubicati in Sardegna, Emilia Romagna, Puglia e a Roma, attività commerciali di bar e ristorazione, nonché i rapporti finanziari intestati agli indagati e alle persone fisiche o alle imprese loro riconducibili.

Secondo l'accusa, entrambi i fratelli avrebbero fatto ricorso a persone di fiducia allo scopo di celare la proprietà dei beni immobili, mobili e societari, mantenendone, di fatto la disponibilità. A conclusione delle operazioni di sequestro, il personale della guardia di finanza procederà all’immissione in possesso della totalità dei beni, dell’amministratore giudiziario, nominato dal Tribunale barese.

Fonte principale: BariToday - Città e provincia

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