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A Bari meno cemento e verde da blindare: il Comune mette i paletti del nuovo Piano urbanistico

6 dicembre 2025 di
A Bari meno cemento e verde da blindare: il Comune mette i paletti del nuovo Piano urbanistico
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A Bari meno cemento e verde da blindare: il Comune mette i paletti del nuovo Piano urbanistico

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Notizia relativa a Bari, pubblicata il 06/12/2025 13:00.

Dimezzare le volumetrie. È tra le novità più importanti del nuovo Pug, il piano urbanistico generale, atteso da decenni. Tradotto significa che la volontà dell’amministrazione è quella di andare verso il dimezzamento delle volumetrie riducendo il consumo di suolo. Il piano è in fase di completamento tecnico; dovrà poi essere sottoposto alla maggioranza prima del passaggio in giunta. I tempi, almeno per questo primo step, non dovrebbero essere lunghi.

Non solo. Il nuovo piano intende contenere l’insediamento spostando le costruzioni previste dal vecchio piano in aree di campagna in altre già urbanizzate. La città si trova in una fase cruciale: da una parte il Pug, occasione per ridefinire il rapporto tra spazi verdi, qualità urbana e benessere collettivo , dall’altra la redazione del nuovo Piano urbano del verde . Temi al centro dell’incontro “Verde Urbano — verso il nuovo Piano urbano del verde della città di Bari”, promosso dall’associazione studentesca Jeba, che si è tenuto nel Politecnico.

L’obiettivo è stabilire un dialogo tra mondo accademico, amministrazione comunale, operatori ed esperti per individuare proposte strategiche utili alla manutenzione, alla tutela, e all’incremento della gestione del verde pubblico urbano. Gli ultimi dati dell’Ispra, l’istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, hanno confermato un trend in crescita: Bari è una delle città pugliesi con il maggiore consumo di suolo .

Tra il 2022 e il 2023 il capoluogo ha visto il consumo di circa 16 ettari di territorio, posizionandosi al quarto posto in Puglia per l’avanzata del cemento. Anche la zona industriale di Modugno è stata segnalata tra le più critiche. Il nuovo Pug oltre a evitare il consumo di suolo, punta anche a preservare il paesaggio rurale. «La riduzione delle volumetrie deve essere funzionale alla ricucitura dei quartieri evitando di ritrovarci con isole senza servizi» ha sottolineato la vicesindaca Giovanna Iacovone .

Un “modello” in tal senso è rappresentato dal progetto Costasud , come ribadito ieri dal sindaco Vito Leccese durante il sopralluogo. La pianificazione infatti ha previsto volumetrie ridotte di oltre il 50 per cento e del consumo di suolo fino al 63 per cento. Il piano prevederà anche l’implementazione del verde nelle lame nelle quali non si può costruire nel rispetto di quanto affermato dal Codice del paesaggio. A questo si collega poi il diritto all’abitare: più alloggi pubblici per le famiglie e per gli studenti.

«Ringrazio gli studenti del Politecnico per aver organizzato questo incontro sul tema del verde — ha detto Elda Perlino , assessora comunale al Clima, transizione ecologica e ambiente — quale struttura ecologica al centro delle trasformazioni e dello sviluppo della nostra città in un’ottica moderna, che mette al centro le sfide del clima e della sostenibilità ambientale».

Nel nuovo Pug uno spazio importante sarà anche dedicato agli edifici vincolati , oggetto di discussione tra i costruttori di Ance e l’Ordine degli ingegneri. A Bari sono oltre 200 e il mese scorso è arrivato l’ok della g iunta all’adozione della “Variante normativa al Prg per le opere di architettura moderna e contemporanea”.

Il piano ancora in vigore risale a circa cinquant’anni fa, è il piano Quaroni. Ad aggiornarlo ci hanno provato, in qualità di sindaci, Antonio Decaro e, prima di lui, Michele Emiliano, rispettivamente neo presidente della Regione e governatore uscente. Risale al 2007 l’atto di indirizzo che definiva gli obiettivi generali del nuovo Piano urbanistico generale. «L’immagine di Bari — è scritto — e la qualità della vita nel suo territorio dipendono dall’innalzamento dei livelli di qualità, efficienza e bellezza della città e del territorio».

Dopo ci ha provato la giunta guidata da Decaro quando, qualche anno dopo, è stato redatto il Documento programmatico preliminare con tanto di affidamento dell’incarico ai progettisti. La bozza era pronta per essere discussa. Poi però è rimasto tutto nel cassetto. Le proposte contenute riguardavano l’impossibilità di costruire in alcune zone della città, soprattutto in quelle più vicine alle coste, alle lame e nelle aree isolate. Le volumetrie, inoltre, sarebbero state spostate in altre aree, dalla zona a nord della Fiera al Quartierino, passando per il rione Stanic e il Tondo di Carbonara.

Fonte principale: RepubblicaBariLocal

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